Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura.
( Dante )
Un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze.
(Joseph Campbell)
Quando parliamo di percorso iniziatico, spesso la mente vola a immagini del passato: antichi misteri, templi nascosti, rituali segreti. Ma l’iniziazione, nel suo senso più puro e moderno, non è qualcosa di confinato nella storia o nella mitologia. Iniziazione significa, letteralmente, “andare dentro”, iniziare un nuovo modo di vedere e di percepire, varcare una soglia. È il viaggio più antico e più urgente che l’essere umano possa intraprendere: quello verso un ampliamento della coscienza del mondo e di se stessi.
Il primo passo di ogni cammino spirituale o di crescita personale è riassunto in quella celebre frase scolpita sul tempio di Delfi: “Conosci te stesso”.
Non possiamo andare da nessuna parte se prima non sappiamo dove ci troviamo. Conoscersi significa avere il coraggio di guardare dentro lo specchio della propria anima, accogliendo non solo i nostri talenti e la nostra luce, ma anche le nostre ombre, le nostre ferite e i nostri condizionamenti. È l’atto di togliere le maschere che la società ci ha cucito addosso per scoprire chi siamo sotto la superficie.
Per fare questo è necessario assumersi la responsabilità di quello che ci succede.
Nel percorso iniziatico, la responsabilità non è un peso o una colpa, ma è la “capacità di rispondere” (respons-abilità) alla vita. Capire che non siamo vittime passive degli eventi esterni, degli altri o del destino, ma i co-creatori della nostra realtà. Diventare sovrani del proprio mondo interiore significa smettere di scaricare la colpa all’esterno e iniziare a “lavorare” per ampliare la nostra coscienza e continuare il cammino per imparare ad amare.
Trovare se stessi e la fonte “divina” che è dentro di noi, questo è l’ invito al nostro “io-eroico” per imbarcarci per scoprire noi stessi dall’inizio, come fosse la prima volta.