“Una ‘dura scorza’ non è il mio genere: resterò disarmata e aperta a tutto” (Etty Hillesum)
“Ma sebbene ciascuno aneli a uscire da se stesso / come da una prigione che l’odia e lo trattiene -/ un miracolo immenso accade nel mondo : ogni vita,lo sento,viene vissuta. “
(R.M.Rilke)
Una cosa crediamo che sia importante oltre, naturalmente individuare i propri talenti e sviluppare le proprie capacità, coltivare la propria vita interiore.
La relazione con il proprio sè è nella maggioranza dei casi tracurata; trascurata nei sistemi familiari, che non favoriscono il raccoglimento e la riflessione su chi siamo, dai sistemi scolastici, tutti centrati su apprendimenti cognitivi (e anche quelli cominciano a fare acqua), dalla cominità\società prevalentemente orientata in un dinamismo di distrazione di massa e di consumo.
Questa dimensione interiore è da reputare altamente significativa sia per gli aspetti prioritariamente individuali sia per i riflessi relazionali e sociali.
Coltivare e prendersi cura della nostra vita interiore appare ancor più oggi nell’ epoca della tecnica e dell’ IA come il tentativo, la pratica, e il fare esperienza diretta del rimane umani e di come questa nostra umanità non possa essere mai sostituita da nessun’alta intelligenza seppur potente ma che resta sempre una macchina a cui non potrà mai venire la « pelle d’oca », le « farfalle allo stomaco », le lacrime e la commozione, la risata contagiosa.
Accogliere dentro di sé tutto ciò che sentiamo, senza opposizione o riconoscendone la resistenza ci fa entrare in contatto con quello che Hillesum chiamava il “cuore pensante”, che non è soltanto una funzione diversa dalla razionalità ma un qualcosa di più amplio , di spirituale, capace di comprendere, sentire e connettersi con il tutto, per mantenere quel calore e quella luce specifica dell’ umano anche in condizioni difficili e disumane.
« Ascolto molto intensamente, con tutto il mio essere, e cerco di tendere l’orecchio fin nel cuore delle cose », questo affermava Hillesum ed è quello che nel nostro trovarci cerchiamo di fare e continueremo a fare anche in questo seminario con tutte le difficoltà, i limiti e le resisstenze che si incontrano.